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Tour virtuale nei Sibillini

Le dieci Sibille di Varrone PDF  | Stampa |

Varrone infine  riconobbe dieci Sibille, la sua è una compilazione erudita che non proviene da una ricerca storica, le sue fonti sono gli scrittori in prosa ed i poeti, non i testi degli oracoli Sibillini:
La prima veniva dai Persiani.
La seconda fu la Libica, figlia di Lamia.
La terza fu la  Delfica.
La quarta fu la Cimmeria e nacque in Italia.
La quinta fu l’Eritrea che nacque a Eritre,  e profetò ai greci, mentr’erano sulla via per Ilio, che Troia sarebbe caduta ed Omero avrebbe scritto delle falsità.
La sesta fu la Samia.
La settima  fu la Cumana, di nome Amaltea, che altri chiamarono Erofile o Demofile. Essa portò nove libri a Tarquinio Prisco.  
L’ottava  fu l’Ellespontina che nacque nel villaggio di Marpesso, nel territorio di Troia, vicino la città di Gergite, al tempo di  Ciro e di Solone.
La nona fu la Frigia, che profetava ad Ancira.
La decima fu la Tiburtina, di nome Albunea, venerata come dea a Tivoli, sulle rive del fiume Aniene, nei cui vortici si dice fu trovata una sua statua reggente un libro e le sue sorti furono trasportate sul Campidoglio dal Senato.
La prime due sibille nominate dal Varrone, la Persica e la Libica, furono considerate semplici fantasie  e la Delfica non ha mai avuto una vera tradizione originaria.
La Sibilla Eritrea, nonostante poche discordanze, fu definita la Sibilla più antica, la prima Sibilla  nata a Erytrae in Lidia,  diventata adulta subito dopo la  nascita, iniziò  a profetizzare ispirata da Gea o Era, consacrata  in seguito contro la sua volontà ad Apollo, sarebbe vissuta per nove vite di 110 anni. Poichè Apollo l’aveva condannata a vivere tanti anni quanti erano i granelli di sabbia che ella poteva stringere in una mano, a patto che non avesse mai più rivisto la terra di Eritre, la leggenda vuole che la Sibilla Cumana sia morta per aver ricevuto una lettera con sigillo fatto con l’argilla di Eritre. Nella tradizione latina invece ella rimpiccolisce sino a scomparire in una ampolla nel 421 a.C., come dichiararono Plinio e Virgilio. Secondo Strabone la Sibilla Cumana giunse in Italia nell’VIII sec.a.C., con i primi colonizzatori frigi, quindi potrebbe essere piuttosto identificata con la Sibilla Frigia piuttosto che  con l’Eritrea.